RESTIAMO UNITI, RESTIAMO ITALIANI.

 

CORONAVIRUS, la grande incognita di una nazione spaventata e pessimista…  

 

Cari ragazzi,

di solito mi piace condividere con voi esperienze, opportunità lavorative e innovazioni tecnologiche. Nelle ultime settimane però il nostro paese sta vivendo una situazione di surreale emergenza che colpisce la nostra nazione e il mondo intero. Sento di condividere alcune riflessioni sullo “Tsunami” che ci sta invadendo…
 

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Negli ultimi giorni su web spopolano video che esaltano la fortuna di vivere in Italia. In questo momento buio per la nostra nazione sentiamo il bisogno di sentirci uniti, di sentirci Italiani. Tra i video sui social mi ha colpito il fatto che viene condiviso spesso l’intervento al Mediolanum forum del 2015 dell’imprenditore Farinetti. Il contributo di Farinetti aveva l’obiettivo di esaltare l’Italianità nel mondo e, pur presentando diverse imprecisioni numeriche, punta dritto al cuore: ci riempie il petto e ci rende orgogliosi di essere parte di una nazione ricca di storia, cultura, arte etc.

Il problema è che il video porta a strumentalizzare tutto ciò che è italiano con il monito: “tutto ciò che è italiano è superiore a tutto il resto“.

CONSIDERANDO I COMPORTAMENTI DI ALCUNI ITALIANI DELLE ULTIME SETTIMANE DIREI CHE NON C’È NULLA DI CUI VANTARSI.

 

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Stazione di Milano, situazione dopo il decreto del presidente del consiglio- la fuga al sud…

 

Io sono assolutamente convinto che il nostro sia un bellissimo paese ma questo non vuol dire che sia migliore di altri; partire da concetti come questo è sbagliato, si diventa nazionalisti ottusi. La disinformazione fa male quando poi ti confronti con la realtà. È importante accorgersi che non siamo migliori di tanti altri posti al mondo, di certo siamo fortunati ad essere italiani per la nostra Storia e la nostra Cultura. Senza dubbio quello di Facchinetti è un messaggio bellissimo, riproposto sul web per infondere fiducia agli italiani, ma alla fine della storia usciremo dal Coronavirus senza esagerare su ciò che effettivamente siamo.

 

I popoli alle emergenze reagiscono in maniera direttamente proporzionale ai sentimenti che girano, e ora il sentimento prevalente nel nostro Paese è la sfiducia. Ancor prima dell’emergenza coronavirus la 43esima edizione del sondaggio di fine anno su 46 paesi di Gallup International (Bva-Doxa in Italia) rivelava che il nostro paese è tra i primi posti tra i paesi più pessimisti al mondo: al primo posto il Libano (76%), Hong Kong (68%), Giordania (60%) e Italia (59%).

FIGURIAMOCI ADESSO!

La situazione non è semplice, in fase iniziale abbiamo cercato di sconfiggere la paura minimizzando il problema per evitare il panico generale. Sembra che però la situazione stia fuggendo di mano, la nazione intera è FERMA e il nostro sistema sanitario è messo duramente alla prova. Siamo tutti invitati ad usare tutto IL SENSO CIVICO POSSIBILE per evitare che l’epidemia prenda maggiormente il sopravvento.

Dal punto di vista economico è presto per fare previsioni concrete, siamo una nazione che ha vissuto molti momenti difficili e ci rialzeremo. Certo è che alla fine di questa emergenza dovremo fare i conti in modo diretto con risvolti negativi e strascichi per le imprese e l’economia nazionale. Oggi, oltre all’emergenza sanitaria, che è prioritaria, occorre unità e coordinamento anche per quella economica.

È allora importante che, a parte il pessimismo, tutti sentano il peso della responsabilità in un momento difficile che coinvolge tutti: PERSONE E IMPRESE. Insieme ci rialzeremo, non sarà semplice… ma bisogna lavorare da oggi affinché il senso di appartenenza si traduca in forte responsabilità per tutti:

 

Rimaniamo distanti oggi per riabbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani .

(Giuseppe Conte)

 

INTANTO IN BOCCA AL LUPO, e mi raccomando COSCIENZA CIVICA: con la salute non si scherza!

PER ORA STIAMO IN TRINCEA, ALLINEATI E COPERTI.

 

Alla prossima,

Pietro


La Garanzia dall’invio del Cv è:
1. Risposta Certa in 10 Giorni
2. Assunzione in 20 Giorni
3. Operativo su Progetti in 30 Giorni

 

Pietro Pometti
Responsabile del Percorso Lavorativo per Ingegneri Meccanici

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