‘’TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI’’, UNA NUOVA ERA NEL FUTURO DELLA GUIDA!

 

Cari ragazzi,

METTETEVI COMODI… ho una news che riguarda il futuro della guida!

Negli ultimi mesi abbiamo parlato di guida autonoma e di auto connesse che avranno la capacità di rapportarsi con l’ambiente circostante e con le altre vetture. Si tratta di un nuovo orizzonte della guida che sembra essere ancora lontano.

 

LA STRADA E’ ANCORA LUNGA, CI TOCCHERÀ ATTENDERE

 

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Non ci siamo soffermati però su un punto molto interessante: gli studi legati alla capacità dell’auto di leggere il nostro stato d’animo, di comprendere le nostre emozioni per intervenire in eventuali situazioni di pericolo.

 

Startup come Affectiva, ma anche altri produttori con le loro soluzioni, stanno lavorando a sistemi empatici in grado di “leggere” le condizioni di conducente e occupanti dei veicoli per evitare le distrazioni, con o senza le mani sul volante.

 

OCCHIO RAGAZZI! IL GRANDE FRATELLO ENTRA NELLA NOSTRA AUTO E CI OSSERVA!

 

 

 

La distrazione alla guida sembrerebbe destinata ad eclissarsi: l’intelligenza artificiale applicata all’analisi delle condizioni di chi occupa un mezzo su ruote diventerà la nuova cintura di sicurezza o il nuovo airbag.

 

NON AVREMO PIÙ SCUSE, l’intelligenza artificiale sarà in grado di aiutare i guidatori e i passeggeri a mantenere un atteggiamento appropriato!

Nel percorso che ci porterà verso l’auto completamente autonoma, infatti, non potremo permetterci di rilassarci troppo. I sistemi della vettura, sempre più empatici e intelligenti, ci sveglieranno se siamo troppo stanchi, capiranno quando siamo distratti e non abbiamo lo sguardo sulla strada o, magari, quando abbiamo alzato un po’ troppo il gomito.

 

SARÀ COME ENTRARE IN MACCHINA E TROVARE VOSTRA MADRE CHE VI RIMPROVERA… PAURAAA!!!

 

Startup e case automobilistiche lavorano sempre più a stretto contatto per trovare soluzioni e sistemi ipersensibili in grado di tenere sotto controllo il guidatore/passeggero in tempo reale individuando eventuali atteggiamenti a rischio. Funzionalità che, col progredire dei livelli di autonomia delle vetture, saranno sempre più centrali nel bilanciamento fra macchina ed essere umano, cioè fra indipendenza dei sistemi di navigazione e sorveglianza dei sempre più ex conducenti.

 

L’IDEA DI FONDO È CHE SI COSTRUISCA UNA RELAZIONE SIMBIOTICA FRA MACCHINA ED ESSERE UMANO…

 

Al momento le soluzioni di Affectiva possono lavorare e riconoscere sette diverse emozioni (rabbia, disgusto, paura, gioia, tristezza, sorpresa e perfino disprezzo) legate a una ventina di espressioni facciali differenti. Ma la ricerca prosegue e aziende come questa non faranno che fornire le tecnologie di riconoscimento e lettura di volti, sguardi, posizioni. L’implementazione nel veicolo e soprattutto le conseguenze di alcune condizioni, saranno stabilite dai costruttori.

Anche in questo caso, comunque, il percorso è complesso: i muscoli facciali possono produrre centinaia di espressioni e comunicare altrettante emozioni e l’analisi di questi movimenti, così come la loro lettura e classificazione, presenta sfide che solo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale può superare. Per esempio combinando, come fa Affectiva, l’uso di reti neurali convoluzionali e reti ricorrenti in grado di riconoscere pattern e schemi di comportamenti all’interno di database più ampi. Cercando di immortalare per un attimo, magari quello fondamentale, la continua evoluzione del nostro stato emotivo.

 

Chissà… in futuro saremo anche in grado di sostenere una piacevole conversazione con agenti artificiali presenti nel nostro autoveicolo?

 

Voi cosa ne pensate? Sono curioso di conoscere la vostra opinione 😉

Nell’attesa mi raccomando MANDATEMI I VOSTRI CURRICULA!!!

Alla prossima,

Pietro

 

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La Garanzia dall’invio del Cv è:
1. Risposta Certa in 10 Giorni
2. Assunzione in 20 Giorni
3. Operativo su Progetti in 30 Giorni

 

Pietro Pometti
Responsabile del Percorso Lavorativo per Ingegneri Meccanici

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2 Commenti

  1. Giorgio says:

    Come sempre in Europa, dopo aver dovuto rincorrere il treno dell’hybrido prima, e del full-electric poi, anche in questo caso staremo a guardare.

  2. Rocco says:

    Certo che il futuro non è alla portata di mano tra qualche tempo lo è gia adesso e lo è stato messo inn bottega per qualche polinazionale che non interessa e va contro le proprie convenienze il dilemmo è quanto quello che già sappiamo e abbiamo lo metteremo in atto ad un pubblico medio e mortale?