Seguite Darwin, fatevi trovare pronti dal cambiamento

Esiste una citazione molto famosa attribuita al grande Charles Darwin, relativamente all’evoluzione della specie: “Non sopravvive il più forte, ma colui che è sufficientemente reattivo al cambiamento”. In realtà, a onor del vero, lo scienziato inglese non ha mai pronunciato questa frase (che invece appartiene al professore di management Leon Megginson), ma la sua potenza espressiva l’ha fatta dilagare a macchia d’olio, soprattutto nei post motivazionali di qualche influencer o nelle bacheche di qualche CEO.

Anche io, da parte mia, ne rimasi affascinato la prima volta che la sentii, immaginandomi una specie dominante, forte e feroce, sopperire di fronte a un’altra specie più umile e debole, ma più predisposta alla sopravvivenza in quelle mutate condizioni ambientali. Tutto questo, che potrebbe sembrare molto astratto, in realtà fa parte del quotidiano di ogni persona, e ancor di più di ogni lavoratore, soprattutto in questi tempi difficili, che la nostra di specie sta affrontando.

Proprio sotto questa spinta riflessiva, ho deciso qualche tempo fa di mettermi in gioco, nel momento in cui dovevo dimostrare a me stesso (e agli altri) che non volevo essere la specie più forte ma destinata agli stenti dei tempi duri, ma piuttosto la specie più umile e vincente, in grado di adattarsi ai nuovi ruoli proposti. Da qui è nato il mio stravolgimento di incarichi, da Progettista Meccanico (ormai abbastanza navigato) a Ingegnere di Laboratorio Compositi, presso una grande potenza industriale automotive. Seppur i ruoli in un primo momento potrebbero sembrare appartenenti allo stesso mondo, in realtà si sviluppano in modalità e attività completamente diverse.

Questo succedeva all’inizio dei tempi duri della crisi Covid, e da parte mia vedevo questo salto nel buio con poche aspettative. Ma lo spettro della crisi e, perché no, la curiosità di fare nuove esperienze, hanno giocato un ruolo fondamentale nelle mie decisioni.

La prospettiva di investirsi in nuovi ruoli, in nuovi progetti, in nuove realtà, spaventa e anche tanto. Inutile negare a noi stessi l’ansia che il cambiamento porta con sé, che sia il cambiare lavoro, il cambiare casa o il cambiare città. E chi dice il contrario, semplicemente nega a se stesso la possibilità di sentire questa ansia, ma di poterla anche controllare a proprio favore. Ero spaventato su ciò che avrei trovato, sui nuovi responsabili, sulle nuove scadenze o sulle nuove attività che forse non sarei stato in grado di svolgere. Ma poi ho ripensato a Darwin, a quella sua esortazione (seppur mal attribuita) di essere consapevoli della necessità di adattarsi al cambiamento.

Mi sono presentato al cancello di questa grande azienda una mattina piovosa di Febbraio, insicuro e timoroso, ma con un solo, rassicurante, pensiero: comunque sarà questa esperienza, nel bene o nel male, né uscirò fortificato. E’ questo ciò che conta.

E se ora sono qui a raccontarlo con entusiasmo, perché è andata bene. Il ruolo mi è piaciuto, le attività sono stimolanti, la storia continua. L’essermi fidato di chi, anche fra i vertici di People Design, mi esortava a provare e a non farmi spaventare da uno stravolgimento così radicale, si è dimostrata una mossa vincente. Porto con me la soddisfazione di aver abbracciato la spinta inesorabile e progressista del cambiamento, senza essere rimasto ancorato alla definizione formale di un ruolo che, diciamocelo, ci siamo spesso ritrovati cucito addosso.

Senza dilungarmi ulteriormente, ciò che sento di condividere con tutti è, dunque, questo: abbracciate il cambiamento e le possibilità che porta con sé. Potreste essere proprio voi la specie che uscirà vincitrice nella lotta alla sopravvivenza dei nostri giorni.

Alessandro

Alessandro P.

Dopo il diploma presso l’ITIS di Rimini nel 2o1o ho svolto brevi esperienze in ambito meccanico all’ interno della mia provincia. Ho sempre pensato che le opportunità presenti nella mia città non mi avrebbero permesso di esprimere il mio potenziale al meglio. Per questo motivo, nel 2012, ho deciso di tagliare il cordone ombelicale per cercare la mia strada e provare a diventare un progettista meccanico!

Ho mosso i miei primi passi all’interno di un’azienda del bolognese che si occupava di produzione di  ingranaggi after market per il settore Automotive. Si trattava di un lavoro molto ripetitivo, poco compatibile con la mia natura, per questo ho deciso di cercare opportunità altrove.

Ho inviato il mio curriculum ad alcune aziende del territorio emiliano , tra queste anche People Design. A pochi giorni dall’invio del curriculum ho ricevuto la prima telefonata e la proposta di un colloquio conoscitivo, lo ricordo come fosse ieri, era il giugno 2013.

L’impressione è stata particolarmente entusiasmante perché, già dal primo approccio, ho capito che lavorare in People Design mi avrebbe dato l’opportunità di dare sfogo alla mia curiosità e mi avrebbe permesso di spaziare tra diversi ambiti e di lavorare per diverse aziende.

Di lì a 10 giorni sono stato assunto e, dopo un periodo di affiancamento e training, nel mese di Ottobre dello stesso anno sono partito per la mia prima commessa. Si trattava di un’azienda che produce centri di lavoro a 5-6 assi per la lavorazione del legno.

Non è stato facile inizialmente approcciarsi ad una realtà così lontana dal mio quotidiano, non mi sentivo all’altezza e, per compensare a questa mancanza, alternavo al lavoro lo studio personale di tutte questa “nuova meccanica” che scoprivo giorno dopo giorno. Dopo alcuni mesi la commessa è arrivata al suo epilogo, mi è stata affidata subito una nuova opportunità presso una grande azienda che produce elementi aspiranti per cucine.

Inutile dire che l’esperienza è stata nettamente positiva, ho avuto modo di vedere nuove tecniche di saldatura a laser e ho visto per la prima volta in azione una stampante 3D.

Finita anche questa esperienza si è presentata una nuova opportunità presso un’azienda leader nella produzione di impianti di stoccaggio e distribuzione del GAS Metano.

Lavorare in People Design mi ha permesso di conoscere aziende che producono prodotti tutti differenti tra loro, è un vantaggio che trovo perfetto per il mio modo di approcciare il lavoro. Raccolgo tutte le nuove nozioni tecniche e le applico in settori che appaiono distanti anni luce tra di loro ma che di fatto appartengono tutti al grande mondo della meccanica.

E’ quasi scontato dire che l’enorme bagaglio culturale appreso durante gli anni mi ha permesso di approcciare tutte le nuove realtà nella maniera più semplice e naturale.

E oggi?

Mi trovo presso un’azienda che produce macchine per la stampa tessile in Lombardia e continuo a fare tesoro di tutte le esperienze apprese durante il mio cammino professionale.

Sì, sono ancora qua, curioso come ieri, mosso dalla mia grande voglia di imparare e di confrontarmi con lo sterminato mondo della meccanica.

Per saperne di più
La testimonianza di Simone P.- Ingeup
Simone P.

Credo di avere avuto un’innata attrazione per l’ingegneria e la progettazione meccanica sin da piccolo, smontavo qualsiasi cosa mi passasse sottomano per carpire segreti al suo interno. Nei momenti liberi costruivo aeroplani e macchine improbabili con i LEGO. L’inizio della mia strada nel mondo della progettazione meccanica risale a quando avevo 16 anni:  lavoravo in una piccola officina meccanica dove mi occupavo di riparazioni di utensili elettromeccanici e attrezzi agricoli a motore.
Questo piccolo hobby/lavoro contribuiva ad appagare il mio desiderio di conoscenza, ma, cosa più importante, coincise con l’acquisto della mia prima moto. Il mio vero parco giochi!
Mentre i miei amici si appassionavano al pallone, io passavo ogni momento libero a scomporla  cercando di capirne i principi di funzionamento.  Il lavoro da meccanico però cominciava a starmi stretto, volevo qualcosa che mi permettesse di soddisfare la mia vena creativa: il richiamo per le due ruote continuava a farsi sentire!
Fu così che in occasione di una gara di Enduro, dopo una lunga chiacchierata con due amici, presi la decisione di iscrivermi a ingegneria meccanica. Gli studi universitari mi aprirono un nuovo universo, finalmente avrei potuto approfondire e studiare ciò che mi aveva sempre appassionato. Alternando periodi di studio e di lavoro, riuscii a conquistare la laurea in ingegneria. Fu a questo punto che mi dovetti scontrare con una dura realtà: la mia amata Sardegna purtroppo non poteva offrirmi alcuna possibilità per perseguire i miei scopi. Passai qualche mese a mandare CV senza risposta, finché non mi imbattei per caso nell’annuncio del programma INGEUP, senza troppe speranze mandai il mio curriculum, e in un paio d’ore  mi arrivò la richiesta di un colloquio conoscitivo. Nel giro di qualche giorno avevo già fatto i colloqui preliminari e mi ritrovavo a parlare direttamente con Pietro, a raccontargli del mio sogno di diventare progettista nel settore motociclistico. Lui mi promise che avrebbe fatto il possibile per aiutarmi a realizzarlo. Dopo qualche mese di formazione e due commesse utili per farmi le ossa, posso finalmente dire che il mio sogno si sta veramente realizzando. Ironia della sorte, proprio in un progetto per quella casa motociclistica madre della prima moto da cui tutto questo è iniziato!

Paolo M.

La storia di Paolo M. - Ingeup
Paolo M.

Ho 22 anni e tanta voglia di lavorare come progettista meccanico nel settore automotive. Da sempre appassionato di auto e motori dopo il diploma di perito meccanico volevo assolutamente andare a lavorare. Ho iniziato come tornitore, un periodo molto stimolante dal punto di vista professionale che mi ha permesso di imparare molto.

Dopo questa prima esperienza ho lavorato per una società che opera nel settore della progettazione, costruzione e installazione di macchine ed impianti speciali per diversi settori produttivi. Ero entusiasta di questo lavoro, finalmente avevo la possibilità di vedere tutte le fasi del processo: idea, disegno e montaggio! Passavo il 30% del mio tempo in ufficio e il 70% in officina. È stata un’esperienza pazzesca, finalmente potevo progettare dei pezzi e soprattutto toccare con mano il frutto del mio lavoro!

Non è stato tutto rose e fiori. Non nascondo che in alcuni momenti pensavo di non riuscire. Ma non sono uno che si arrende facilmente, mi buttavo a capofitto sul problema e non mi fermavo fino a che non avevo trovato una soluzione.

Le mie prime esperienze mi hanno dato molto, anzi moltissimo. Rappresentano  momenti imprescindibili del mio percorso professionale.

Ma io sogno l’automotive e sto facendo il possibile per entrare in questo mondo! In questo momento non mi interessa l’aspetto retributivo, adesso devo mettere le basi per diventare un professionista.

Lavoro in People Design da 9 mesi circa. Da subito ho intuito le potenzialità che il percorso lavorativo mi offriva e, grazie anche all’ottimo feeling instaurato, ho deciso di accettare una nuova sfida.

I primi mesi ho seguito il programma di formazione PLAB, dopo poco mi è stata affidata  la prima commessa  per una società che si occupa della progettazione e realizzazione di macchinari per la lavorazione del vetro piano e cavo, 4 mesi di vera gavetta machineryJ.  Chiusa l’esperienza ho avuto una seconda commessa, 3 mesi in una grossa multinazionale produttrice di forni per fonderie. Sono contento della scelta perché entrambe mi hanno lasciato qualcosa di importante: la possibilità di confrontarmi con professionisti competenti che tanto avevano da insegnarmi!

Adesso sono qui, felice come un bambino perché tra poco tempo avrò l’opportunità di entrare in commessa presso un’azienda del settore automotive. È solo l’inizio ma so che ce la farò perché lo voglio con tutto me stesso.

Samuele S.

La storia di Samuele S. - Ingeup
Samuele S.

Pietro ecco quali sono stati i miei step dalla laurea fino al primo impiego:

  • laurea aprile 2005
  • stage post laurea da luglio a dicembre 2005
  • inizio primo lavoro 7 gennaio 2006
  • dalla fine dello stage post lauream ho trovato lavoro nel giro di 1 settimana

Sai Pietro non ha avuto problema a trovare lavoro, ma a trovare gli stimoli giusti. 

Questa è secondo me la chiave di volta per un lavoro gratificante e da svolgere nel pieno delle proprie possibilità e con piacere. 

Credo che gli stimoli giusti siano più facili da trovare in un ambiente lavorativo di profilo medio-alto, fatto di ambiti, competenze e clienti importanti, come quelli proposti dal Percorso Lavorativo per Ingegneri Meccanici INGEUP.

Una proposta di lavoro trasversale che da modo di attraversare le diverse realtà aziendali, stimolando sempre l’interesse e offrendo molte più opportunità che arricchiscono il bagaglio personale.

Se dovessi dire cosa mi aspetterei da INGEUP, e cosa possa attirare i giovani laureati,  punterei su quanto scritto sopra: 

  • competenza
  • stimoli sempre nuovi
  • sfide sempre più esaltanti
  • qualità del lavoro e della rete di contatti
  • clienti di medio-alto livello
  • dinamicità
  • passione
  • trasversalità della proposta lavorativa della piattaforma INGEUP

Sono profili che fanno maturare e raggiungono un grado di appartenza elevato che permette di svolgere il lavoro nel migliore dei modi anche nell’emergenza.

I risultati che ho ottenuto durante questi anni in INGEUP sono stati:

  • competenze multi disciplinari e trasversali
  • crescita del bagaglio culturale e metodologico
  • Rete di contatti 
  • Infoltimento del CV

Roberto

La storia di Roberto P. - Ingeup
Roberto P.

Qualche settimana prima della laurea avevo sostenuto un colloquio per un’azienda nella città dii Torino, ed ero già d’accordo per iniziare la collaborazione con loro una decina di giorni dopo la mia laurea.

Nel frattempo, subito dopo la laurea, ho sostenuto un colloquio con People Design ed è successo qualcosa di magico.

Difatti, una settimana dopo ho iniziato la collaborazione con People Design.

Ho scelto di iniziare una collaborazione con People Design principalmente per tre motivi:

  • un lavoro più stimolante con prospettive di una maggior crescita professionale, avendo anche la possibilità di collaborare con Clienti importanti;
  • vicinanza maggiore a casa, rispetto all’altra azienda;
  • non per ultimo, una maggiore retribuzione mensile ed un attenzione ai propri dipedenti.

Dopo un anno e mezzo di lavoro mi sento cresciuto da un punto di vista professionale. 

Ho acquisito una maggiore consapevolezza delle mie capacità, migliorando molto nell’aspetto organizzativo e nelle conoscenze lavorative. 

Presso la sede di People Design, ho lavorato per delle commesse di un’azienda italiana produttrice di automobili di lusso, facente parte di una multinazionale tedesca, ed ho acquisito conoscenze su materiali innovativi, come il carbonio, e possibili suoi impieghi; ho seguito ed appreso il processo di produzioni, nelle sue fasi, di componenti in carbonio per un autovettura di serie.

Poi grazie ad altre esperienze presso importanti Clienti ho imparato a conoscere le dinamiche interne di aziende strutturate, nello specifico a rapportarmi tra vari gruppi ed enti dovendo gestire problematiche molto diverse fra loro.

Inoltre ho accresciuto la mia competenza organizzativa gestendo il lavoro in tempi molto stretti ed acquisendo le conoscenze del layout di una monoposto di Formula 1.

Consiglierei il percorso lavorativo per ingegneri meccanici Ingeup per i ragazzi che dopo la laurea vogliono accrescere ulteriormente le loro conoscenze e vivere in un ambiente dinamico in grado di fargli provare differenti realtà lavorative (dalla piccola azienda alla multinazionale) per imparare le differenti problematiche lavorative che si possono riscontrare in ambiti lavorativi anche molto diversi.

Marco

La storia di Marco M. - Ingeup
Marco M.

Sono un diplomato come Perito Meccanico.

Diploma conseguito nel 2014, con un ritardo di due anni per vari motivi personali. Dopo nemmeno una settimana sono stato assunto in un’azienda di progettazione aeronautica, dove ho capito ciò che richiedeva il mondo del lavoro: esperienza ed abilità.

Trascorsi due anni di lavoro ho pensato di aver acquisito un buon grado di manualità con il software ed ho deciso di contattare PEOPLE DESIGN, un’azienda che vedevo operare nel campo della mia più grande passione: l’Automotive ed il mondo di progettazione in ambito Racing.

Dopo un primo colloquio veramente tosto, “ è nato l’amore”, hanno deciso che valeva la pena darmi fiducia.

La mia paura era molta, soprattutto per la distanza da casa, il fatto di dover lasciare tutto a 500km da Roma, ma come sono arrivato sono subito stato inserito in un gruppo per il training on the Job e si è formato immediatamente un gruppo di persone davvero fantastiche, amici oltre che colleghi.

Trascorso un mese ecco il primo lavoro per una casa automobilistica che credevo fosse al di fuori delle mie possibilità fino a poco tempo prima.

Successivi colloqui ed incontri sono stati ancor più emozionanti e mi sono ritrovato a camminare all’interno di aziende e ad ascoltare conferenze e discorsi con persone che un ragazzo come me ha sempre visto con ammirazione, ha sempre visto come qualcosa di irraggiungibile.

E’ stata per me un’emozione incredibile riuscire a trasformare un sogno quale il mondo automotive nel mio lavoro.

Giusto scherzo del destino, oggi sto seguendo un progetto in Piemonte, presso una multinazionale che non aveva mai lavorato con la nostra azienda.

Mi sento orgoglioso di quello che sto facendo e mi stanno assegnando progetti molto interessanti di R&D.

Sono molto soddisfatto ed emozionato soprattutto per il fatto che la mia azienda ha posto in me la massima fiducia, credendo nelle mie competenze per l’acquisizione di questo cliente.

Inge UP è un percorso di vita oltre che professionale, che auguro a chiunque, neolaureato o diplomato come me. Percorso che insegna ad adattarsi a molteplici situazioni ed a non soffermarsi solo sul proprio pensiero.

Percorso che insegna come un’azienda possa riuscire a creare un gruppo di persone che anche a distanza continuano a sentirsi ed a consultarsi come veri amici.

Soprattutto un percorso che riesce a trasformare i sogni e le speranze in realtà lavorative con tutto il supporto possibile.

Un ringraziamento speciale ai miei compagni di viaggio per aver permesso tutto ciò. Spero possano in molti vivere questa esperienza come ho fatto io.”

Fabio

Fabio V.

Fin da bambino ho sempre avuto una forte passione per le moto e le auto.

Ricordo che mentre i miei amici giocavano con i soldatini o con le navi pirata, io ero impegnato a fare “gare” con i trattori a pedali e mettevo i bicchieri di plastica tagliati sui raggi della bicicletta per fare più rumore e immaginare di guidare una moto.

Al raggiungimento dell’età del motorino, il garage di casa mia era diventato una sottospecie di officina meccanica: io e mio fratello passavamo le intere giornate a smontare e rimontare quei poveri cinquantini in cerca di ottenere in qualche modo un po’ più di “sprint”.

Per sfamare la mia voglia di guidare ho sempre svolto i più disparati lavori estivi che mi hanno permesso di acquistare a sedici anni una moto da cross da competizione che successivamente ho venduto per acquistare una moto stradale mesi prima di compiere i fatidici ventuno anni. Quei mesi sono stati molto duri, ricordo che ogni giorno andavo a controllarla e ammirarla ferma in garage, attendendo impazientemente il compimento del ventunesimo anno e di poterla finalmente utilizzare.

Questa mia passione mi ha portato ad intraprendere una carriera scolastica completamente improntata sulla meccanica: all’inizio con la scuola professionale, passando poi all’istituto tecnico e infine a conseguire la laurea in ingegneria meccanica, specializzandomi in dinamica dei veicoli e costruzioni meccaniche.

Durante gli anni universitari ho cercato di eseguire un percorso il più possibile inerente al mondo dell’automotive che, al di fuori dei consueti esami, mi ha visto partecipare per un breve periodo al progetto “motostudent” e a svolgere entrambe le mie tesi di laurea sul progetto universitario “Formula SAE”. La mia tesi triennale si è basata sulla verifica e ottimizzazione di componenti della trasmissione della vettura dell’Università di Padova, mentre per la tesi magistrale ho eseguito uno studio di vita a fatica e conseguente riprogettazione dell’intero cerchione della vettura di Formula SAE dell’università tecnica di Praga, sfruttando il progetto “Erasmus +”.

Il mio obiettivo è sempre stato quello di poter conciliare la mia passione con il mio lavoro e avrei fatto qualsiasi cosa per raggiungerlo. Verso la fine degli studi universitari sono iniziate a piovere innumerevoli offerte lavorative, ma nessuna sembrava potermi offrire quello che stavo cercando, non suscitavano il mio interesse.

All’Open Day organizzato dalla mia Università ho scoperto Ingeup, e di conseguenza People Design; fin da subito ho capito che il percorso lavorativo che mi avrebbe potuto offrire era diverso dalle altre: finalmente avevo trovato ciò che stavo cercando da sempre.

Ho concluso le fasi di assunzione a circa un mese dalla mia laurea e dopo circa un mese e mezzo di formazione passato in un ambiente giovane e dinamico, ho iniziato il mio percorso di lavoro come consulente all’interno della più nota casa automobilista italiana.

Aver intrapreso questa strada mi ha permetto di realizzare il sogno che fin da bambino avevo nel cassetto.

Matteo

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Matteo D.C.

Il lusso di essere abili

Per un ingegnere neolaureato che esce dall’Università in pompa magna, dopo anni di sangue, sacrifici e mancanze, non c’è cosa più frustrante che entrare in un’azienda o più in generale, nel mondo del lavoro di progettista. Davanti ai suoi occhi si apre un panorama completamente diverso da come se l’era immaginato fra i banchi e fra i discorsi gonfi di malcelata presunzione dell’ambiente accademico.

Si rende improvvisamente consapevole che ciò che il mondo del lavoro richiede, oltre alla sua impostazione mentale, è molto molto di più.

E’ un mix preciso di abilità, tecnica, competenza e, soprattutto, ESPERIENZA.

E, madre di tutti questi paroloni, la più importante delle qualità: la pazienza. 

INGE UP , sulla base della mia personale esperienza, va a vestire (in modo egregio) quell’ambito, probabilmente anche rischioso, di traghettatore, fra quello che è il mondo luccicante e illusorio dell’Università e la cruda e pragmatica realtà del mondo dell’industria. Con tutti i suoi progetti, IngeUp crea un’indispensabile camera di decompressione fra quelle che sono le fastose aspettative del rampante e affamato neoingegnere e quelle che sono le concrete esigenze di un mondo del lavoro molto più attento alle lancette dell’orologio che non alle esigenze di ragazzi di 24 anni alle prime armi.

INGE Up fa questo: concede il lusso di divenire abili, e con un risultato assicurato. E con un occhio costante alla più importante delle qualità: la pazienza. Pazienza da parte di tutto lo staff nell’assicurare tutto ciò di cui si ha bisogno, pazienza nel mandare la giovane risorsa da clienti selezionati in base alle sue qualità e predisposizioni naturali, pazienza nel non giudicare mai gli insuccessi sulla base delle incapacità della persona quanto piuttosto sulla sua (naturale) esigenza di acquisire ancora più ore di volo prima di poter pilotare finalmente il caccia da combattimento tanto desiderato, evitando di farlo schiantare al suolo prematuramente.

E questa, credo, è la capacità migliore in assoluto di questa azienda: dare la possibilità al giovane ingegnere di crescere lentamente ma in modo certo,in quegli spazi vuoti lasciati dal teorico idealismo universitario da una parte, e dall’impaziente brutalità pratica dell’industria dall’altra, e completandolo con quegli strumenti del mestiere indispensabili, ma spesso troppo scomodi da fornire per entrambe le parti.

Non sarà proprio manna dal cielo, ma il sapore gli si avvicina molto.

Alessandro

La storia di Alessandro P. - Ingeup
Alessandro P.

Mi sono laureato in Ingegneria Aerospaziale nel Novembre 2012 presso l’Università degli studi di Palermo. Per trovare un lavoro in linea con le mie aspettative ed attitudini ho impiegato circa 3 anni. 

Le cause che mi hanno costretto a dovere attendere per un periodo piuttosto lungo per trovare un lavoro gratificante da un punto di vista professionale, erano dovute oltre al contesto di recessione che l’Italia e l’Europa stavano attraversando in quel periodo a causa della crisi, anche alle limitate competenze pratiche che mal si coadiuvavano col ricco bagaglio culturale acquisito durante il percorso accademico all’università. 

In questo contesto ho deciso di fare un’esperienza all’estero di circa un anno, e di seguire diversi corsi di specializzazione per accrescere le mie competenze, tra cui il MASTER in “Ingegneria del veicolo da competizione” organizzato e promosso dalla “People Design Srl”, che mi ha consentito di acquisire un notevole bagaglio di competenze tecnico-pratiche fondamentali nel mondo del lavoro e soprattutto nei settori dell’Automotive e del Motorsport.

Ho scelto di seguire il percorso lavorativo per ingegneri meccanici INGEUP, poiché trattasi di un sistema di crescita professionale continuo e costante. I dipendenti vengono inseriti in azienda e formati tramite un percorso di addestramento personalizzato atto ad accrescere le competenze specifiche dei collaboratori, in modo tale che quest’ultimi acquisiscano quelle competenze professionali che li rendano idonei ed in linea con le richieste sempre più articolate dei vari settori dell’industria. 

I risultati sono stati altamente gratificanti da un punto di vista personale e professionale, avendo ricevuto attestati di stima per i lavori eseguiti sia direttamente dall’azienda sia da parte delle aziende clienti nelle quali si ci trova spesso ad operare.

Consiglierei il percorso lavorativo per ingegneri meccanici INGEUP perché l’affacciarsi al settore dell’industria e dell’Ingegneria in modo graduale e dopo avere acquisito le competenze tecniche necessarie è il modo migliore per accrescere le proprie capacità professionali.

Inoltre perché è il percorso più adatto per ottenere una certa soddisfazione per ciò che si sta facendo e per il contributo positivo che si sta fornendo all’azienda per la quale si sta lavorando.

Angelo B.